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<title>RavennaSalute.it - Medicina Fitness Benessere</title>
<description>Su RavennaSalute.it puoi trovare tante notizie riguardo Medicina, Fitness e Benessere aggiornate quotidianamente!</description>
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<copyright>2012 Copyright RavennaSalute.it </copyright>
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<title><![CDATA[Il cuore brucia i grassi: la nuova scoperta dei ricercatori]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=cuorebruciagrassi.jpg&pixel=300'><br>Il cuore non solo pompa il nostro sangue ma avrebbe anche la capacita' di bruciare i grassi. La scoperta si deve a un gruppo di ricercatori italiani, guidati da Riccardo Sarzani, della Clinica di medicina interna del Politecnico delle Marche. A far attivare questo virtuoso meccanismo sarebbe prima di tutto uno stile di vita sana, soprattutto per quanto riguarda l'alimentazione.

Lo studio, pubblicato sul Journal of clinical investigation, avrebbe scoperto una nuova funzione di due ormoni prodotti dal cuore, l'ANP e il BNP, che favoriscono l'eliminazione di sale, tenendo bassa la pressione, e che intervengono anche sul tessuto adiposo, facendoci bruciare i tanto odiati grassi. Il cuore sarebbe quindi coinvolto anche nel processo metabolico. Questa novita' apre nuove strade per terapie innovative contro l'obesita', una delle piaghe della societa' moderna, che porta allo sviluppo crescente di un altro problema di salute grave, ovvero il diabete.

Esistono comunque alcune attivita' fisiche che stimolano in modo positivo il coinvolgimento del cuore nel metabolismo: nuotare o immergersi in acque non tanto calde ne sono un esempio. Insomma, gli appassionati di cimenti invernali saranno contenti di sapere che stanno facendo del bene anche al loro organismo. Sempre legato al cuore, ultimamente e' uscita un'altra straordinaria scoperta che permetterebbe di riparare un cuore malato o danneggiato da un infarto, grazie all'utilizzo di speciali cellule staminali. Insomma, la ricerca fa passi da gigante, ma nel mentre e' meglio prevenire i problemi di salute con un'alimentazione sana e corretta e una costante attivita' fisica.






<br>Fonte: www.sanihelp.it]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:20 +0200</pubDate>
<category>News</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Coliche, bimbi a rischio se la madre soffre di emicrania ]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=colichibimbi.jpg&pixel=300'><br>Coliche, bimbi a rischio se la madre soffre di emicrania Le coliche dei bambini sarebbero collegate all'emicrania delle mamme. A dimostrarlo e' uno studio condotto da un gruppo di neurologi dell'University of California di San Francisco, che presentera' l'analisi effettuata al 64esimo meeting dell'American Academy Neurology, che si terra' dal 21 al 28 aprile a New Orleans.

La ricerca ha portato a risultati inaspettati che permetterebbero di identificare le coliche neonatali come sintomo precoce di emicrania. La dottoressa Amy Gelfand, neuorologo pedratrico del Centro Cefalee della UCSF, ha spiegato che il pianto eccessivo dei bimbi di eta' inferiore al primo anno di vita e' uno dei fattori che caratterizzano la sindrome del bambino scosso.

Lo studio puo' risultare determinante per scongiurare l'evoluzione di questa patologia, molto pericolosa nei piccoli pazienti dei quali puo' provocare anche la morte. La ricerca e' stata condotta su 154 mamme, alle quali e' stato sottoposto un questionario: dalle risposte analizzate dall'equipe, si e' constatato che piu' del doppio delle madri con problemi di emicrania ha un figlio affetto da coliche neonatali.

La conclusione del team medico ha ritenuto possibile un collegamento tra il mal di testa e i dolori addominali e ha affermato che le coliche possono considerarsi precursori di manifestazioni di emicrania durante la maturita'.

&#8220;I bambini con coliche possono essere piu' sensibili agli stimoli del loro ambiente cosi' come lo sono coloro che soffrono di emicrania. Essi possono avere piu' difficolta' nell'affrontare nuovi stimoli dopo la nascita&#8221;, afferma la dottoressa.

Le coliche neonatali, che interessano i bambini dalla 2&#176;- 3&#176; settimana di vita e spariscono intono al terzo- quarto mese, affliggono dal 10% al 30% dei neonati. Causano nei piccoli pazienti dolori addominali e crisi parossistiche di pianto che possono durare per piu' di tre ore e manifestarsi in piu' di tre giorni su sette per almeno tre settimane.

Rispetto a questa patologia neonatale, la ricerca medica non e' ancora riuscita a trovare una spiegazione soprattutto in merito alla scomparsa spontanea delle coliche. Invano si e' cercato di collegare questa problematica infantile a patologie gastroenterologhe nell'eta' adulta, ma gli scarsi risultati hanno dimostrato l'inesistenza di un collegamento di tale natura.  Per questo, l'attenzione si e' concentrata su un possibile nesso con problemi neurologici.

L'emicrania e' un disturbo di cui soffre il 12% della popolazione mondiale di cui il 6% gli uomini e il 12% le donne: se si considera l'eta' compresa tra la puberta' e la menopausa la percentuale femminile aumenta fino al 27%, una donna su quattro, in tutto il mondo, ne e' affetta.

Margherita Micelli Ferrari
<br>Fonte: www.ilquotidianoitaliano.it]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:20 +0200</pubDate>
<category>News</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Dall'influenza H1N1 puo' nascere un vaccino antinfluenzale universale]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=h1n1cura.jpg&pixel=300'><br>Dall'influenza H1N1 puo' nascere un vaccino antinfluenzale universaleTra qualche anno potrebbe essere messo a punto un vaccino antinfluenzale universale. Un passo importante verso questa direzione e' stato compiuto da un gruppo di ricercatori guidati da Patrick Wilson della University of Chicago. Gli scienziati hanno scoperto che le persone colpite dal virus dell'influenza A/H1N1 e guarite da questa malattia, hanno sviluppato un sistema immunitario capace di proteggere l'organismo da molti ceppi influenzali. 

Come si legge su 'Atlanta Journal Constitution' online, i ricercatori sono arrivati a tali risultati, pubblicati sul Journal of Experimental Medicine, esaminando 9 pazienti guariti dall'influenza in questione nel 2009 e notando come nel loro organismo fosse stata stimolata la produzione di anticorpi, tra cui ne sono stati isolati 5 in grado di contrastare tutti i ceppi dell'H1N1, il virus dell'influenza spagnola del 1918 e quello dell'aviaria.
<br>Fonte: www.italia-news.it]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:20 +0200</pubDate>
<category>Medicina</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Viagra rosa : entro fine giugno il verdetto]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=viagrarosa.jpg&pixel=300'><br>Viagra rosa : entro fine giugno il verdettoCosa vogliono le donne? La casa farmaceutica tedesca Boehringer Ingelheim e' convinta di saperlo e ha sottoposto al giudizio della Food and Drug Administration il suo Viagra al femminile.

Nome decisamente poco sexy del prodotto che promette di svegliare il desideri sessuali sopiti del gentil sesso giocando con le sostanze chimiche del cervello: flibanserin. La Fda si riunira' a meta' giugno per valutare la richiesta di quello che e' stato soprannominato il 'Viagra rosa'.

La pillola per il desiderio delle donne e' un obiettivo su cui si e' scontrata senza successo la Pfizer che sul Viagra per combattere le disfunzioni erettili degli uomini ha costruito una fortuna.

Il gigante farmaceutico tedesco spera che il flibanserin, un farmaco nato come anti-depressivo ma che ha rivelato tra gli effetti collaterali quello di accendere la libido femminile, possa sfondare in un mercato valutato in due miliardi di dollari solo negli Stati Uniti.

 La societa' tedesca ha sponsorizzato studi su cinquemila donne tra i 18 e i 50 anni negli Usa, Canada e Europa a cui erano stati diagnosticati disordini nel desiderio sessuale. Una dose di 100 milligrammi al giorno ha migliorato la soddisfazione delle esperienze sessuali da 2,7 a 4,5 in un mese in confronto al 3,7 delle 'cavie' che avevano preso un placebo. 

<br>Fonte: www.yahoo.it]]></description>
<link><![CDATA[http://www.ravennasalute.it/articolo.asp?id=365]]></link>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:20 +0200</pubDate>
<category>Medicina</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Come affrontare la tosse nei bambini]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=tossebimbi.jpg&pixel=300'><br>Come affrontare la tosse nei bambiniLa tosse non e' una malattia, ma un importante meccanismo che il corpo mette in atto per cercare di espellere le secrezioni provocate da virus e batteri. Come la febbre ( alla quale puo' essere associata ) la tosse e', quindi, soltanto un sintomo, ma eliminarla completamente tavolta puo' essere un errore. e' proprio grazie al colpo di tosse, infatti, che il nostro organismo riece a espellere aria e microbi. Meglio allora cercare di contenerla, invece che cancellarla completamente utilizzando troppi sciroppi, tavolta inutili.

Le cause? Sono molteplici Non esiste un solo tipo di tosse, ne' un' unica causa. Le piu' comuni sono:

- raffreddore o altre malattie respiratorie di origine virale, provocano colpi di tosse a causa di un eccesso di muco proveniente dal naso che il bambino, ancora troppo piccolo per soffiarselo, lascia scolare verso la gola. Il colpo di tosse diventa la difesa che l'organismo utilizza per evitare che virus e batteri arrivino nei bronchi;

- infiammazione della laringe, dovuta in genere a un virus. La tosse in questo caso ha un suono abbaiante ed e' accompagnata da una difficolta' respiratoria molto evidente, dovuta al rigonfiamento e allo spasmo delle corde vocali;

- infiammazione dei bronchi e dei polmoni. Anche la tosse causata da bronchi e polmoni infiammati rappresenta un tentativo dell'organismo di espellere le secrezioni provocate dai germi responsabili di bronchiti, polmoniti e broncopolmoniti ( in genere di natura virale );

- asma, che si manifesta con una contrazione dei bronchi dovuta, di norma, ad una reazione allergica. La tosse, in questo caso, rappresenta il tentativo del nostro corpo di contrastarne la chiusura;

- sinusite mascellare. Nei bambini sotto i sei anni i seni frontali non sono ben sviluppati come negli adulti, ma lo sono quelli mascellari, due piccole caverne ai lati del naso, che possono infiammarsi e riempirsi di muco in caso di raffreddore prolungato. In questa situazione, la tosse puo' essere provocata dallo scolo di muco verso la gola, fenomeno che si verifica soprattutto in posizione orizzontale durante il riposo;

- rigurgito nei bambini di eta' inferiore all'anno. I colpi di tosse possono essere dovuti a reflusso gastroesofageo, cioe' al cattivo funzionamento di una valvola, chiamata cardias, che si trova tra esofago e stomaco e permette il ritorno in gola di parte deglia limenti ingeriti. In questo caso, il colpo di tosse e' provocato dall'irritazione della laringe conseguente al contatto della sua mucosa con l'acido rigurgitato. Si tratta di una tosse che dura spesso a lungo e, se il rigurgito viene inalato nei bronchi, puo' essere associata a broncospasmo ( che simula l'asma ) e anche a broncopolmoniti;

- pertosse conosciuta anche con il nome di tosse asinina. La pertosse e' una malattia infettiva che si presenta con una serie di colpi di tosse molto ravvicinati che impediscono al bambino di respirare ( tosse convulsiva ). inserita fra le malattie per cui e' consigliata la vaccinazione e' ormai poco frequente;

- da corpo estraneo. I colpi di tosse, associati a vomito, possono essere talvolta correlati alla presenza in gola di un corpo estraneo. In questo caso costituiscono il tentativo del corpo di espellerlo.

Quando chiamare il pediatra  A volte la tosse puo' essere associata ad un'accelerazione del respiro, che non deve preoccupare se il piccolo si mantiene attivo, gioca con vivacita', mangia regolarmente e non e' molto disturbato nel sonno.

E' invece consigliabile avvertire subito il pediatra se ci si accorge che il bambino:

- respira con difficolta' e ( anche quando non tossisce ) si dimostra apatico e svogliato, ha un colorito pallido o bluastro intorno alla bocca o sulle unghie. Vuol dire che il piccolo non riesce a introdurre nei polmoni la quantita' di aria e quindi di ossigeno, di cui il suo organismo ha bisogno;

- ha quelli che si definiscono rientramenti respiratori, quando il bambino inspira si formano infossamenti i corrispondenza della base dello sterno, tra il torace e la pancia, della fossetta giugulare ( gola ) e negli spazi intercostali;

- quando tossisce, espelle un po' di sangue insiema al catarro;

- lamenta un dolore continuo all'altezza del petto;

- e' apatico;

- ha la febbre alta e appare sofferente e spossato.

Non e' necessario contattare subito il pediatra, ma e' bene portare comunque il bambino in ambulatorio per una visita, quando:

- ha la temperatura alterata da almeno 48 ore;

- ha una tosse che non si risolve da due settimane;

- alla tosse si associa anche male al petto;

- la tosse continua non permettendogli di dormire;

- i colpi di tosse gli causano spesso il vomito.

In ogni caso e' sempre prudente far visitare il bambino dal medico se ha meno di tre mesi.

Lucia Lamberti<br>Fonte: www.viveremeglio.it]]></description>
<link><![CDATA[http://www.ravennasalute.it/articolo.asp?id=211]]></link>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:20 +0200</pubDate>
<category>Medicina</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Contro le irritazioni agli occhi utile l'estratto di tamarindo]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=tamarindopergliocchi.jpg&pixel=300'><br>Contro le irritazioni agli occhi utile l'estratto di tamarindoPer combattere le irritazioni agli occhi si rivela piuttosto vantaggioso l'estratto di tamarindo. Quest'ultimo puo' essere utilizzato come collirio nel caso della sindrome dell'occhio secco, con diversi disturbi collegati, come bruciore e prurito. Si tratta di un prodotto unico nel suo genere, in quanto costituisce una valida terapia contro una malattia difficile da risolvere. Nella sindrome dell'occhio secco si riscontra un'alterazione della quantita' delle lacrime, con conseguenze notevoli per la salute degli stessi occhi e in generale per il benessere dell'individuo.

Non dobbiamo infatti dimenticare che le lacrime svolgono delle funzioni molto importanti: lubrificano la cornea e hanno anche un ruolo antibatterico. Nel caso della sindrome dell'occhio secco si riscontrano sintomi come dolore, bruciore, fotofobia e annebbiamento della vista. Ma non e' raro che il disturbo sia accompagnato da mal di testa, tosse e congestione nasale.

I rimedi naturali sono un aiuto contro le infezioni. D'altronde i rimedi naturali costituiscono 1001 cure &#8220;dolci&#8221;, anche se c'e' anche chi si chiede se proprio i rimedi naturali siano sempre sicuri.

Le cure naturali sembrerebbero essere un ottimo punto di svolta anche contro le irritazioni agli occhi, come e' stato dimostrato da uno studio, nell'ambito del quale l'estratto di tamarindo si e' rivelato essenziale proprio contro la sindrome dell'occhio secco.

Ovviamente contro questo disturbo, che sembra affliggere piu' le donne che gli uomini, e' essenziale la prevenzione, ma il collirio ricavato dal tamarindo, prodotto da un'azienda giapponese, puo' essere un'arma in piu', insieme ai farmaci tradizionali. Naturalmente e' escluso il fai da te, ma e' opportuno rivolgersi ad un medico.

<br>Fonte: www.tantasalute.it]]></description>
<link><![CDATA[http://www.ravennasalute.it/articolo.asp?id=1459]]></link>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:20 +0200</pubDate>
<category>Benessere</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Mamme over 35, istruzioni per l'uso]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=over35.jpg&pixel=300'><br>Mamme over 35, istruzioni per l'usoMamme piu' tardi, concepimento piu' difficile? 

Studiare, trovare lavoro, e soprattutto incontrare l'anima gemella. Il tempo passa e l'eta' in cui le donne decidono di avere un figlio inevitabilmente si sposta in avanti: oggi le donne hanno il loro primo bambino, in media, verso i 29-30 anni e le gravidanze dopo i 35 anni, e piu', sono molto numerose. 

E' pero' innegabile che &#8220;l'orologio biologico segni il tempo&#8221;: con il passare degli anni la fertilita' diminuisce e l'invecchiamento condiziona la capacita' di concepire. Per una donna, infatti, il periodo piu' fertile e' tra i 20 e i 25 anni, resta sufficientemente alto fino ai 35 e subisce un considerevole calo dai 35 ai 40. I fattori che riducono la fertilita' sono sia di ordine quantitativo, sia qualitativo: ci sono meno ovociti e sono di peggiore qualita'. Con l'eta', del resto, invecchiano anche i gameti femminili: gli ovociti hanno la stessa eta' della donna e, a differenza degli spermatozoi, sono gia' tutti presenti nel feto femminile, e sono gli stessi che matureranno di volta in volta ad ogni ciclo mestruale. 
E, soprattutto, e' impossibile produrne di nuovi. 

Insieme alla diminuzione di numero avviene pero' anche un vero e proprio processo di invecchiamento: nelle donne, dopo i 30 anni, comincia infatti a diminuire la probabilita' che un ovocita fecondato riesca a impiantarsi e a svilupparsi ulteriormente. 
E' quindi molto probabile che una donna sopra i 35 anni impieghera' piu' tempo per ottenere una gravidanza. Occorre quindi avere un po' piu' di pazienza e non scoraggiarsi. 

Aumentano i rischi per mamma e bambino? 

In generale prima di affrontare un gravidanza, ancor di piu' se la futura mamma e' over 35, e' importante consultare il proprio ginecologo e discutere con lui degli eventuali rischi e degli opportuni esami diagnostici. 
Sebbene, infatti, la maggior parte delle donne anche in questa fascia di eta' sperimenti gravidanze tranquille, con il passare degli anni esiste la possibilita' di incorrere in qualche difficolta' in piu':

&#8226;E' piu' alta l'incidenza di condizioni quali ipertensione arteriosa e diabete gestazionale. In presenza di quest'ultimo e' necessario controllare frequentemente i tassi glicemici, seguire un regime alimentare corretto e controllato, praticare attivita' fisica.   
&#8226;Si riscontrano piu' facilmente disturbi come senso di affaticamento, stitichezza, ritenzione idrica, comparsa di varici e di emorroidi. 
&#8226;E' piu' alto il rischio di alterazioni cromosomiche del bambino. La percentuale di bambini con trisomia del cromosoma 21 (sindrome di Down), ad esempio, che e' di 1 su 2000 in donne di 20 anni, diviene di 1 su 378 nelle donne di 35 anni, e di 1 su 110 nelle donne di 40 anni.
&#8226;Si assiste ad un incremento della percentuale di aborti spontanei (l'abortivita' e' del 18 per cento per le donne tra i 30 e i 39 anni, del 34 per cento per quelle intorno ai 40 anni, contro il 10 per cento delle donne con meno di 30 anni).
&#8226;Sono piu' frequenti le gravidanze gemellari.
&#8226;Il parto puo' essere piu' complicato, o pre-termine e facilmente esita in cesareo.
Quali esami diagnostici sono raccomandati?

Al di sopra dei 35 anni e' riconosciuto un rischio aumentato di anomalie cromosomiche. E' quindi raccomandato eseguire, oltre agli esami e alle ecografie di routine, le analisi cromosomiche prenatali, in particolare la villocentesi e l'amniocentesi. 

La villocentesi si effettua intorno alla 10a-11a settimana. Consiste nel prelevare (per via addominale o trans-cervicale) pochi milligrammi di tessuto dalla placenta in fase di formazione per eseguire colture cellulari per la mappa cromosomica. 
L'esito dell'esame giunge in due tempi: il primo dopo circa una settimana e il definitivo dopo tre settimane. 

L'amniocentesi si effettua intorno alla 16a settimana. Consiste nel prelevare, mediante un agoaspirato attraverso l'addome materno, pochi millilitri di liquido amniotico (circa 20 ml). Il liquido contiene cellule fetali di sfaldamento utili per la coltura. La procedura e' eseguita sotto controllo ecografico, non e' dolorosa, e non comporta particolari difficolta' tecniche. L'esito si ha dopo circa tre settimane. 

Lo stile di vita e' importante? 

Oltre alle ovvie raccomandazioni (peraltro valide per tutte le gravidanze) che consigliano di evitare il fumo, limitare al massimo l'assunzione di alcolici, adottare un regime alimentare il piu' possibile equilibrato, la mamma over 35 che sia in buona salute puo' certamente continuare a condurre una &#8220;vita normale&#8221;. 
Magari trascurando un po' il lavoro e dedicando piu' tempo della giornata al riposo, alla propria salute e ad attivita' fisiche come passeggiate, nuoto, ginnastica dolce. 
A tutto cio' si aggiungeranno gli effetti psicologici benefici di chi ha tanto desiderato &#8220;essere mamma&#8221;. Recenti studi dimostrano infatti che il maggior benessere psicologico raggiunto e' in grado di alleviare la fatica fisica delle neomamme e che una maternita' in eta' piu' matura protegge la donna dall'invecchiamento cerebrale e la rende piu' sana e attiva.

A cura di Stefania Mengoni

<br>Fonte: www.yahoo.it]]></description>
<link><![CDATA[http://www.ravennasalute.it/articolo.asp?id=456]]></link>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:20 +0200</pubDate>
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<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[La frutta sottovuoto e' piu' ricca di antiossidanti]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=fruttasottovuotofabene.jpg&pixel=300'><br>La frutta sottovuoto e' piu' ricca di antiossidantiPromozione piena per la frutta conservata sottovuoto. Tale metodo e' infatti capace di aumentare i livelli di antiossidanti e proteggere l'alimento da batteri pericolosi. 

A metterlo in luce, una ricerca del Tecnolo'gico de Monterrey (sezione Dipartimento di Biotecnologie e Ingegneria Alimentare), diretta dalla dottoressa Carmen Hernandez-Brenes e presentata alla riunione dell'American Chemical Society, in corso a Denver. 

Gli scienziati del Tecnolo'gico hanno esaminato un tipo particolare di sottovuoto, detto pascalizzazione (pascalization) o HHP, cioe' High Hydrostatic Pressure. Il sistema sottopone il frutto ad una pressione di 600 MPa (megapascal): cio' non danneggia il cibo ma fa crescere il livello di antiossidanti in maniera piu' che significativa. 

Hernandez-Brenes e collaboratori hanno usato la pascalizzazione su avocado e papaya, riuscendo cosi' a dare dati precisi. 

Nell'avocado, la luteina aumenta del 40%, la neoxantina b aumenta del 513%, l'a-criptoxantina del 312%, l'a-carotene del 284%. Infine, la b-criproxantina cresce del 220% e il b-carotene del 107%. 

Nella papaya, il fitofluene sale del 224%, il icopene del 222%, il fitoene del 207% b-criptoxantina del 145% e, infine, il beta-carotene del 131%. 

In un altro tipo di frutto, come la papaya, invece gli aumenti sono, nell'ordine, fitofluene con il 224 per cento, licopene con il 222 per cento, fitoene con il 207 per cento, b-criptoxantina con il 145 per cento e, infine, il beta-carotene con il 131 per cento. 

E poi, l'aspetto protettivo. Gli esperimenti condotti dagli studiosi hanno provato come il sottovuoto difenda da batteri, ma anche muffe e funghi. 

Unico difetto, la necessita' di determinate caratteristiche del prodotto iniziale. Infatti, conclude la capo-ricercatrice, il sottovuoto funziona bene sulle varieta' di frutta la cui polpa puo' essere estratta e sottoposta a pressione. 

FONTE: 'Antioxidants. Pressing the fruit with 'pascalization' increases the level of healthy antioxidants', healthcarescan.in 

Matteo Clerici
<br>Fonte: www.newsfood.com]]></description>
<link><![CDATA[http://www.ravennasalute.it/articolo.asp?id=1277]]></link>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:21 +0200</pubDate>
<category>Benessere</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Contro l'influenza utile l'attivita' fisica moderata]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=nordic-walking-1.jpg&pixel=300'><br>Contro l'influenza utile l'attivita' fisica moderataPer combattere l'influenza e' molto utile l'attivita' fisica moderata. L'esercizio fisico si dimostra importante anche per prevenire le infezioni alle vie respiratorie. Ma non dobbiamo credere che si tratti di un meccanismo cosi' automatico. Influiscono certamente l'intensita' dell'attivita' fisica e la durata dell'allenamento. Gli esperti affermano che l'attivita' fisica intensa e prolungata puo' renderci piu' deboli e quindi piu' esposti alle infezioni. Cio' che invece dovrebbe essere tenuto in considerazione e' l'esercizio fisico leggero, che va a tutto vantaggio del nostro benessere.

L'attivita' fisica pesante finisce col sottoporci ad uno stress, che influisce sulle difese immunitarie, abbassandole. Cio' che servirebbe sarebbe soprattutto una passeggiata al giorno, in modo da ridurre il rischio di contrarre l'influenza.

Durante l'attivita' fisica condotta a ritmo moderato aumento nel nostro organismo le cellule che sono capaci di riconoscere virus dell'influenza e di contrastarlo. Se ci dedichiamo ad un allenamento eccessivo, l'attivita' di queste cellule appare piuttosto ridotta e quindi non riusciamo a difenderci in maniera adeguata da raffreddore e influenza.

La salute puo' essere davvero aiutata da qualche ora di attivita' fisica, basta saperla dosare e svolgere con moderazione.<br>Fonte: http://www.tantasalute.it/]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:21 +0200</pubDate>
<category>Fitness</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Scompenso cardiaco: l'esercizio fisico e' consigliabile?]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=fitness15.jpg&pixel=300'><br>Scompenso cardiaco: l'esercizio fisico e' consigliabile?A proposito di scompenso cardiaco la domanda che ci si pone e' se l'esercizio fisico che alcuni pazienti praticano con l'idea che possa agevolarli nella cura della malattia sia in realta' davvero benefico, o se addirittura possa considerarsi nocivo per questo tipo di patologia, stante il fatto che gli studi fino adesso condotti non possono ritenersi del tutto soddisfacenti.

Per cercare di fare piena luce sulla questione e' stato condotto uno studio multicentrico su 2.331 pazienti che presentavano insufficienza cardiaca e si e' operato suddividendo i pazienti in un primo gruppo di 1.172 appartenenti che pur continuando le cure loro prescritte per la patologia sono stati anche sottoposti ad esercizio aerobico da praticarsi a domicilio sorvegliati da personale medico e paramedico.

 
Un altro gruppo di pazienti, in questo caso parliamo di 1.159 persone, ha continuato ad assumere le solite terapie senza che queste siano state accompagnate da esercizio fisico; l'intero studio e' durato due anni e mezzo. 

 
Interessanti i risultati di tale lavoro scientifico che avrebbe manifestato il miglioramento delle condizioni fisiche in quei pazienti che associavano alle cure del caso anche l'esercizio fisico gia' dopo tre mesi dall'inizio di quest'ultimo. Possiamo dunque asserire che in caso di insufficienza cardiaca l'esercizio fisico controllato in associazione alle cure previste apporti benefici al paziente? A giudicare dai risultati dello studio parrebbe di si, anche se i miglioramenti non sono del tutto plateali, ma tuttavia significativi ed in grado di palesarsi precocemente e nel tempo. Tuttavia e' buona norma consultare il proprio cardiologo nel caso ci si apprestasse a propendere per una leggera attivita' ginnica, sara' infatti il medico a valutare, caso per caso ed in base alla sua esperienza, se e quando e' possibile autorizzare il paziente a questa attivita'.<br>Fonte: www.tantasalute.it]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:21 +0200</pubDate>
<category>Fitness</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Sport: piu' utile alle donne per il peso forma]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=palestradonne.jpg&pixel=300'><br>Sport: piu' utile alle donne per il peso formaLo sport sarebbe piu' utile alle donne per mantenere il peso forma. A metterlo in evidenza e' stata una ricerca della Nortwestern University che ha dimostrato come le donne di mezza eta' che praticano con regolarita' attivita' fisica riescono a perdere piu' peso rispetto agli uomini, che si dedicano al movimento. Il tutto sarebbe dovuto ad una maggiore reattivita' dell'organismo.

L'attivita' fisica aiuta i muscoli a restare giovani e sono molti gli effetti benefici determinati dallo sport. Tuttavia molti fanno sport con un solo preciso obiettivo: quello di perdere peso e rimanere in forma. In questo caso l'attivita' fisica sembra portare maggiori vantaggi alle donne. I ricercatori sono arrivati a questa conclusione prendendo in considerazione molti uomini e donne e analizzando i chili persi dai vari soggetti nel corso del tempo in seguita alla pratica di un regolare esercizio fisico.
 
In questo modo si e' potuto capire che le donne che hanno iniziato a tenersi in allenamento fin da giovani e che praticano un'attivita' fisica intensa riescono a perdere in media 6 chili in piu' rispetto alle altre. Gli uomini invece si mantengono su una media di 3 chili in piu' rispetto a coloro che praticano poco sport.
 
In tema di attivita' fisica anche le passeggiate sono utili contro molte patologie. Infatti l'attivita' fisica portata avanti dai soggetti coinvolti nello studio comprendeva, oltre alla corsa, alla ginnastica e alcuni tipi di attivita' sportive, anche la camminata veloce.
 
La differenza fra donne e uomini in termini di effetti dello sport sarebbe spiegabile con la quantita' di cibo consumata, visto che gli uomini sportivi mangerebbero di piu'.

<br>Fonte: www.tantasalute.it]]></description>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:21 +0200</pubDate>
<category>Fitness</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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<title><![CDATA[Domenica 8 e 15 gennaio 2012 - DIMOSTRAZIONE GRATUITA BEACH NORDIC WALKING]]></title>
<description><![CDATA[<img border='0' src='http://www.ravennasalute.it/immagine.asp?foto=camminarenord.jpg&pixel=300'><br>Domenica 8 e 15 gennaio 2012 - DIMOSTRAZIONE GRATUITA BEACH NORDIC WALKINGDomenica 8 Gennaio 2012 alle ore 10.00 e Domenica 15 Gennaio 2012 alle 14.30 l'istruttrice Dolcini Donatella della Scuola Italiana Nordic Walking proporra' una lezione dimostrativa di NORDIC WALKING mettendo a disposizione in USO GRATUITO i bastoncini. Il ritrovo e' presso il Bagno Oasi di Marina di Ravenna.

Venite a provare ci divertiremo e scoprirete i molteplici benefici del nordic walking primo fra tutti VANTAGGI PER L'UMORE poi sul sistema cardiocircolatorio e mille altri ancora di cui Vi parlero'.

Abbigliamento sportivo adatto alle basse temperature e scarpe da ginnastica.....e tanta voglia STARE INSIEME IN ARMONIA.

L' A.s.d. NORDIC WALKING RAVENNA si propone di diffondere la pratica e la cultura del Nordic Walking mediante l'organizzazione e lo svolgimento di attivita' a sfondo didattico, ricreativo, riabilitativo e informativo, nel rispetto dei molti possibili approcci alla pratica di questa magnifica disciplina e dei rispettivi numerosi risvolti benefici.
In aggiunta ai corsi e alle attivita' di pratica di Nordic Walking, l'associazione fornisce ai soci servizi integrati finalizzati alla valutazione del cammino, alla rieducazione posturale, alla riabilitazione post-chirurgica e alla stesura di protocolli di allenamento, sia per la pratica del Nordic Walking, sia per la preparazione fisica nell'ambito di altre discipline sportive, agonistiche e non.
Gli effetti benefici del Nordic Walking, e il piacere di praticarlo, si manifestano appieno solo attraverso l'acquisizione della corretta tecnica. L'Associazione propone ai propri soci corsi di Nordic Walking fondati sul protocollo didattico della Scuola Italiana Nordic Walking.
<br>Fonte: www.ravennasalute.it]]></description>
<link><![CDATA[http://www.ravennasalute.it/articolo.asp?id=1541]]></link>
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<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:29:21 +0200</pubDate>
<category>Appuntamenti</category>
<author>info@ravennasalute.it (RavennaSalute.it)</author>
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