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Fate l'amore, non fate la guerra



Lo slogan degli anni sessanta torna di moda grazie a una ricerca americana portata a termine da un gruppo di neurologi del California Institute of Technology. Stando alle conclusioni dello studio, infatti, l'atto sessuale avrebbe come effetto neurologico di “spegnere” l'aggressività del soggetto, distogliendo l'area cerebrale interessata dai fenomeni violenti. Secondo i ricercatori, quest'area, localizzata nell'ipotalamo ventromediale, ospita allo stesso tempo le cellule che sottintendono ai meccanismi che regolano l'aggressività umana e quelle coinvolte nell'attività erotica.
Nella prima parte della ricerca, gli scienziati Dayu Lin e David Anderson hanno individuato la zona responsabile dei comportamenti violenti, verificando l'attività cerebrale dell'ipotalamo in un gruppo di cavie nel corso di una serie di scontri indotti dai medici stessi: “sorprendentemente sia durante il sesso sia nei combattimenti si attivano i neuroni di una regione chiamata ipotalamo ventromediale (Vmh)”, hanno dichiarato i ricercatori.
Servendosi dell'optogenetica, i ricercatori hanno manipolato i circuiti neuronali delle cavie provocando una serie di reazioni, introducendo poi dei geni che hanno causato ai topi una ipersensibilità alla luce blu. In seguito hanno applicato degli elettrodi sulla testa delle cavie per comprendere cosa accadeva nel cervello mentre combattevano o si accoppiavano. Utilizzando una fibra ottica, i ricercatori hanno potuto provocare reazioni violente nelle cavie. Se nella gabbia erano presenti solo esemplari maschi, le cavie si attaccavano fra di loro; se al contrario erano presenti anche femmine, l'aggressività iniziale lasciava spazio all'accoppiamento e qualsiasi intervento esterno da parte dei ricercatori non produceva cambiamenti: “sembravano essere rapiti dal sesso -hanno dichiarato gli studiosi –, erano chiusi nel loro mondo e non reagivano ad alcun impulso. Tuttavia, l'attivazione del circuito di aggressione nel maschio post-coito provocava di nuovo un attacco rapido sulla femmina. Il nostro studio suggerisce l'esistenza di un legame tra il sesso e l'aggressività. Questo groviglio di circuiti cerebrali è il modo che usano i topi per gestire i propri rapporti sociali. Il desiderio e il sesso sopprimono i comportamenti violenti, mentre in presenza di uno soggetto 'sconosciuto' si attivano le reazioni che servono all'animale per proteggere se stesso da un invasore di sesso maschile".


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